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Isole
Italiane dell'Egeo - Scheda generale
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L'occupazione
italiana delle isole dell'Egeo (Rodi e l'arcipelago delle Sporadi)
ebbe luogo nel 1912, durante la guerra italo-turca per il possesso
della Libia. I motivi furono essenzialmente militari: assicurarsi
basi più vicine per i rifornimenti, e impedire il traffico
di armi e di armati tra la costa asiatica e le isole.
Il 4 maggio 1912 la IV Divisione, al comando del generale Giovanni Ameglio, sbarcava a Calitea, nell'isola di Rodi, completamente occupata il 15 e il 16 maggio. Ma già in precedenza, il 28 aprile, truppe italiane, al comando dell''ammiraglio Presbitero, avevano occupato l'isola di Stampalia. L'11 e 12 maggio furono occupate le isole di Calimno, Lero, Lipso, Nisiro, Patmo e Scarpanto; il 20 maggio le isole di Carchi, Cos, Piscopi e Simi. Le 13 isole dovevano essere restituite alla Turchia , secondo gli accordi italo-turchi di Losanna (28 ottobre 1912), quando fosse stata completata la partenza dei presidi turchi dalla Libia; ma, con il Trattato di Sèvres del 10 agosto 1920, la Turchia rinunciò, a favore dell'Italia, alle isole del Dodecanneso e a quella di Castellorizo (Castelorosso). Furono occupate nel settembre 1943 da truppe tedesche, che rimasero nel Dodecanneso sino all'aprile del 1945 , e poi occupate e presidiate da truppe inglesi. Dopo la seconda guerra mondiale, passarono definitivamante alla Grecia. Prima dell'occupazione italiana, a Rodi esistevano uffici postali dell'Austria e della Francia, oltre che della Turchia; per breve tempo funzionò anche un ufficio egiziano a Rodi e a Lero. |
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